(di Giorgio Mendicini) Roma, 10 febbraio 2017 - Questa notte, riflettendo intensamente sulle vicende della
giunta di Virginia Raggi (e al non più tollerabile strazio che donnette e uominicchi avidi, inetti e
ignoranti stanno infliggendo a Roma) sono apparsi dinnanzi agli occhi della mia mente, come in un lampo e contemporaneamente, due nomi:
Paolo Berdini e Sabrina Ferilli. Due personaggi talmente diversi, direi
antitetici, che io stesso mi sono sorpreso di questo strambo
accoppiamento zampillato dal mio fantasticare. Subito dopo, però, in quel
medesimo fantasticare si è fatta strada, improvvisamente,
un'espressione che alla fin fine può spiegare tutto. E questa
espressione è "utili idioti"...!
Non c'è bisogno di spiegarlo, questo modo di dire, perché tutti sanno che viene comunemente attribuito a Lenin - nella forma di "utili idioti dell'Occidente"- il quale l'avrebbe usato per indicare quei giornalisti e quei viaggiatori occidentali che, dopo aver visitato l'URSS, magnificavano e sostenevano l'Unione Sovietica e le sue politiche una volta tornati nel "mondo libero", in Occidente.
Già, utili idioti. Ma perché proprio questi due personaggi così diversi, Berdini e Ferilli, hanno risvegliato in me il ricordo dell'espressione pseudoleniniana? Riflettendo e vieppiù riflettendo, la mia visione mentale (da confusa che era inizialmente) ha cominciato a mettere a fuoco alcune precise ragioni: e se i due personaggi, mi sono domandato, fossero da giudicarsi non solo come dei bravi cittadini che si impegnano per la loro città ma come parte integrante del problema-Roma? Ed ecco che le fila di un organico ragionamento hanno cominciato a dipanarsi fra miei circuiti mentali: uno, Paolo Berdini, rappresenta infatti, nel bene e nel male, la Roma dei famigerati studi professionali; l'altra, Sabrina Ferilli, è l'emblema di quel mondo del cinema che ai bei tempi era forza vitale per la Capitale e che ora sembra essere diventato la triste ombra di se stesso.
Questi due signori, al pari dei mondi che essi rappresentano, hanno dato con le loro parole e con i loro atti una spinta decisiva - nel vuoto di una politica paralizzata dalla corruzione e dal clientelismo - per far sì che Roma cadesse nelle mani, ormai si è capito, di bande organizzate da piccoli quanto spietati avventurieri da fotoromanzo. "Ecco cosa succede - ho pensato fra me e me - quando la politica imbelle affoga nel fango e viene troppo precipitosamente sostituita da personaggi digiuni di qualsiasi arte del governare, i quali nella presunzione di far bene finiscono per compromettere definitivamente situazioni già fin troppo degradate". Ormai, infatti, sta diventando chiaro a tutti che la Capitale d'Italia, la "Roma caput mundi", la "città eterna" è caduta dalla padella alla brace, anche grazie al contributo di personaggi come Paolo Berdini e Sabrina Ferilli, con tutto il ventaglio di ambienti che essi rappresentano.
"Utili idioti", ho sussurrato rivolgendomi a me stesso. Sì ma più precisamente, e per utilizzare al meglio l'espressione pseudoleniniana, "utili idioti provenienti dalla sinistra"...! (Giorgio Mendicini)
Non c'è bisogno di spiegarlo, questo modo di dire, perché tutti sanno che viene comunemente attribuito a Lenin - nella forma di "utili idioti dell'Occidente"- il quale l'avrebbe usato per indicare quei giornalisti e quei viaggiatori occidentali che, dopo aver visitato l'URSS, magnificavano e sostenevano l'Unione Sovietica e le sue politiche una volta tornati nel "mondo libero", in Occidente.
Già, utili idioti. Ma perché proprio questi due personaggi così diversi, Berdini e Ferilli, hanno risvegliato in me il ricordo dell'espressione pseudoleniniana? Riflettendo e vieppiù riflettendo, la mia visione mentale (da confusa che era inizialmente) ha cominciato a mettere a fuoco alcune precise ragioni: e se i due personaggi, mi sono domandato, fossero da giudicarsi non solo come dei bravi cittadini che si impegnano per la loro città ma come parte integrante del problema-Roma? Ed ecco che le fila di un organico ragionamento hanno cominciato a dipanarsi fra miei circuiti mentali: uno, Paolo Berdini, rappresenta infatti, nel bene e nel male, la Roma dei famigerati studi professionali; l'altra, Sabrina Ferilli, è l'emblema di quel mondo del cinema che ai bei tempi era forza vitale per la Capitale e che ora sembra essere diventato la triste ombra di se stesso.
Questi due signori, al pari dei mondi che essi rappresentano, hanno dato con le loro parole e con i loro atti una spinta decisiva - nel vuoto di una politica paralizzata dalla corruzione e dal clientelismo - per far sì che Roma cadesse nelle mani, ormai si è capito, di bande organizzate da piccoli quanto spietati avventurieri da fotoromanzo. "Ecco cosa succede - ho pensato fra me e me - quando la politica imbelle affoga nel fango e viene troppo precipitosamente sostituita da personaggi digiuni di qualsiasi arte del governare, i quali nella presunzione di far bene finiscono per compromettere definitivamente situazioni già fin troppo degradate". Ormai, infatti, sta diventando chiaro a tutti che la Capitale d'Italia, la "Roma caput mundi", la "città eterna" è caduta dalla padella alla brace, anche grazie al contributo di personaggi come Paolo Berdini e Sabrina Ferilli, con tutto il ventaglio di ambienti che essi rappresentano.
"Utili idioti", ho sussurrato rivolgendomi a me stesso. Sì ma più precisamente, e per utilizzare al meglio l'espressione pseudoleniniana, "utili idioti provenienti dalla sinistra"...! (Giorgio Mendicini)
