(di Giorgio Mendicini) Roma, 8 febbraio 2017 - Quella che vorrebbe essere la caratterizzazione satirica di Matteo Renzi, ad opera di Maurizio Crozza, se non è la peggior performance del comico ligure è sicuramente tra le meno riuscite. Non è, infatti, un’imitazione e neppure una riproduzione, né una parodia e neanche uno sberleffo. Non si può definire un ricalco o uno scimmiottamento ma tutt’al più una contraffazione, un plagio. E sì perché non riuscendo a “satirizzare” con efficacia Matteo Renzi, il comico pelato non si è minimamente vergognato, a Sanremo, di scopiazzare pari pari un vecchio e famoso comico americano della nostra gioventù: Jerry Lewis. Finendo così non per fare satira su Renzi ma per dileggiarlo, presentandolo come un vero e proprio deficiente. Forse Crozza, visto che sono passati alcuni decenni dal successo di Lewis, pensa di poter spacciare come moneta nuova di zecca la sua scopiazzatura. Però non è così, perché il plagio non si limita alle mossettine e alla smorfie – tipiche di Lewis – ma giunge perfino a un' acconciatura simile dei capelli e all’uso dei due “dentoni” incisivi sporgenti, che erano un altro dei cavalli di battaglia del comico americano. Sinceramente, da una squadra come quella di Crozza, che guadagna fior di bigliettoni (Crozza gira con un'auto sportiva da 210.000 euro) ci si poteva e doveva aspettare un po’ più di originalità, nel fare satira su Renzi. Soprattutto, quindi, nell’imitazione di colui che per una certa sinistra, e forse anche per l’iperideologizzato Crozza - amico di Beppe Grillo - sembra essere il nemico numero uno... (Giorgio Mendicini)
Il rifiuto della democrazia rappresentativa, e della autonomia dei singoli politici nelle istituzioni, porta inevitabilmente a un regime autoritario.
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mercoledì 8 febbraio 2017
A Sanremo Crozza non sa fare satira su Renzi e, con bella faccia tosta, scopiazza Jerry Lewis
(di Giorgio Mendicini) Roma, 8 febbraio 2017 - Quella che vorrebbe essere la caratterizzazione satirica di Matteo Renzi, ad opera di Maurizio Crozza, se non è la peggior performance del comico ligure è sicuramente tra le meno riuscite. Non è, infatti, un’imitazione e neppure una riproduzione, né una parodia e neanche uno sberleffo. Non si può definire un ricalco o uno scimmiottamento ma tutt’al più una contraffazione, un plagio. E sì perché non riuscendo a “satirizzare” con efficacia Matteo Renzi, il comico pelato non si è minimamente vergognato, a Sanremo, di scopiazzare pari pari un vecchio e famoso comico americano della nostra gioventù: Jerry Lewis. Finendo così non per fare satira su Renzi ma per dileggiarlo, presentandolo come un vero e proprio deficiente. Forse Crozza, visto che sono passati alcuni decenni dal successo di Lewis, pensa di poter spacciare come moneta nuova di zecca la sua scopiazzatura. Però non è così, perché il plagio non si limita alle mossettine e alla smorfie – tipiche di Lewis – ma giunge perfino a un' acconciatura simile dei capelli e all’uso dei due “dentoni” incisivi sporgenti, che erano un altro dei cavalli di battaglia del comico americano. Sinceramente, da una squadra come quella di Crozza, che guadagna fior di bigliettoni (Crozza gira con un'auto sportiva da 210.000 euro) ci si poteva e doveva aspettare un po’ più di originalità, nel fare satira su Renzi. Soprattutto, quindi, nell’imitazione di colui che per una certa sinistra, e forse anche per l’iperideologizzato Crozza - amico di Beppe Grillo - sembra essere il nemico numero uno... (Giorgio Mendicini)
