(di Giorgio Mendicini) Roma, 6 gennaio 2017 - All'annuncio della
morte del linguista Tullio De Mauro - che fu ministro dell'Istruzione
dal 2000 al 2001 - qualcuno ha commentato sarcasticamente "almeno lui la
laurea ce l'aveva", pensando alla poco commendevole vicenda
dell'attuale ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli, che la laurea non
ce l'ha.
In apparenza una battuta azzeccata, ma poi non così azzeccata se si guarda alla sostanza di quanto avvenne nel 2000 e di quanto sta avvenendo oggi nel mondo della scuola. Laurea o non laurea, la Fedeli, come De Mauro a suo tempo, si trova oggi ad avere un unico compito: rabbonire, con accordi sindacali, gli insegnanti imbizzarriti per la riforma della Giannini; così come nel 2000 De Mauro dovette rabbonirli dopo la riforma di Luigi Berlinguer.
Come si vede, nulla di nuovo sotto il sole. Le corporazioni del mondo della scuola fanno e disfanno i ministri dell'Istruzione a loro piacimento, e con meccanismi che decennio dopo decennio si somigliano come gocce d'acqua. Forse da questo punto di vista Valeria Fedeli, sindacalista di lungo corso, si dimostra più efficace all'Istruzione del povero Tullio De Mauro. Laurea o non laurea.
In apparenza una battuta azzeccata, ma poi non così azzeccata se si guarda alla sostanza di quanto avvenne nel 2000 e di quanto sta avvenendo oggi nel mondo della scuola. Laurea o non laurea, la Fedeli, come De Mauro a suo tempo, si trova oggi ad avere un unico compito: rabbonire, con accordi sindacali, gli insegnanti imbizzarriti per la riforma della Giannini; così come nel 2000 De Mauro dovette rabbonirli dopo la riforma di Luigi Berlinguer.
Come si vede, nulla di nuovo sotto il sole. Le corporazioni del mondo della scuola fanno e disfanno i ministri dell'Istruzione a loro piacimento, e con meccanismi che decennio dopo decennio si somigliano come gocce d'acqua. Forse da questo punto di vista Valeria Fedeli, sindacalista di lungo corso, si dimostra più efficace all'Istruzione del povero Tullio De Mauro. Laurea o non laurea.